01/12/2009
author: ImNOTfamous | 10:27

Ieri mattina ero in macchina e, assorto nel nulla dei pensieri mattutini, riflettevo sulla nuova proposta di legge, che vuole proibire di fumare alla guida.
Non capivo.
Poi ho incrociato un auto blu con la striscia laterale rossa, e il carabiniere che la guidava stava parlando al cellulare.
Allora ho capito tutto.
category: semplice
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26/11/2009
author: ImNOTfamous | 14:52

Che qualcuno riaccenda la luce sulla pianura padana.
category: attorno vuotume
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17/11/2009
author: ImNOTfamous | 21:51

E poi ci sei Tu, a cui non rinuncerei mai.
Anche se ti vedo ormai a cadenza di solstizi.
Colonna portante da 5 anni, presenza preziosa e invidiata.
Non importa che le persone che comprendono quest' amicizia si contino sulle dita delle mani, dato che chi capisce è anche chi veramente conta.
Almeno per quanto mi riguarda.
Grazie per oggi.
E grazie anche a quel Sparring Partner che si dimostra all' altezza della situazione.

E poi giovedi ci sei Tu e vedremo di dare fuoco all' ennesimo cinema.

e poi, tadaaaan, il weekend e di nuovo Tu.

Questa si che è una settimana.

Ma quanto cazzo la AMO questa vita di merda?
category:
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03/11/2009
author: ImNOTfamous | 11:07

Fa freddo, di notte sono arrivate le nebbie, di giorno piove e oramai non vedo il Mantova vincere dallo scorso Maggio.
Ce ne sarebbe, insomma, per lamentarsi e insultare qualcuno.
Poi scopri che hanno buttato giù il vetro per rubare un TomTom ad una macchina parcheggiata a 100 metri dalla tua, risparmiata per non si sa quale moto astrologico di bontà.
E quindi, un pò ti riappacifichi col mondo, come è giusto che sia.
Poi, hai appena passato una notte insonne, a causa di una strana indigestione, e sei a letto con la spina staccata dal mondo, ma quella spina a riattaccartela al culo ci pensa l' immancabile call center di Infostrada.
Io i centralinisti, o come cazzo li vogliamo chiamare, non li sopporto.
Ma non perchè sono pedanti e inopportuni, no no.
Perchè sono immorali e disonesti.
E non vale la giustificazione della precarietà, del "il lavoro al giorno d' oggi non si trova etc etc etc.", del devo mangiare, devo mantenermi.
Cazzate.
Al giorno d' oggi ci sono milioni di cessi da pulire, di pizzerie in cui servire.
In ogni città.
E trovo molto più dignitoso pulire un cesso per vivere piuttosto che telefonare alla gente per 5 euro all' ora.
Perchè nel pulire un cesso pubblico, qualsiasi cesso sia, c' è l' umiltà di voler rendere quel cesso invitante e dignitoso quanto un cesso di una casa privata.
E, se permettete, io stimo chi cerca di preservare l' intimità della fisiologia personale anche in un luogo pubblico.
Io sono tra quelli che quando la donna delle pulizie sta pulendo il cesso dell autogrill, aspetta che il pavimento sia asciutto, o, se proprio non posso aspettare la saluto, le lascio un euro, e le chiedo scusa perchè cammino dove lei ha appena pulito.
Ma chi telefona sapendo che 9 volte su 10 sta proponendo una truffa.
Chi entra in quel call center, si appiccica addosso una cuffia, e sa che è certamente meglio trovare una vedova di 80 anni piuttosto che un ragazzo di 25.
Chi a quella vedova di 80 anni magari le affibbia un contratto adsl, perchè il tuo responsabile t' ha spiegato che gli anziani sono soli e quindi più facilmente truffabili.
Chi nonostante questo, appoggia il suo culo su quello scranno, si infila la cuffia, comincia a telefonare, e se trova l' anziano lo intorta, gli parla, usando termini come "tutto incluso", "adsl", "flat", e magari se strappa un contratto è solo il suo lavoro, ecco, quella persona, secondo me, è la vera Puttana degli Anni Zero.
Perchè sa quello che sta facendo e, nonostante tutto, non prende in considerazione che sia infinite volte più dignitoso pulire quel dannato cesso.
La moralità è una scelta, dannato panino con la salamella.
E per andare a Puttane, basta aspettare a fianco del telefono.

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28/10/2009
author: ImNOTfamous | 17:44

Informazione di servizio:

Parnassus è il film (?) più stupido, inutile, inguardabile, demenziale della storia del cinema dai fratelli lumière ad oggi.
Aggiungere altre parole, sarebbe fatica sprecata.

 
Special thanks:

 
A quella_troia_inutile_ed_ignorante_che_mi_ruba_tempo_e_spazio_da_otto_mesi©, alias la mia ragazza, che ha insistito tanto per andare a vederlo.
category: parnassus cacca
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13/10/2009
author: ImNOTfamous | 18:55

Avevo tra le sinapsi il miglior post del secolo.
Di quelli che ti fanno vincere premi e poi, si sa, si finisce col scrivere un libro grazie ad un editore di terza categoria.
Non avevo mai avuto un' idea cosi, come dire, innovativa.
Voi stessi, miei pochi e disattenti lettori, sareste stati attratti da una nuova forma di stile, di sintassi e da un concetto che avrebbe illuminato le vostre menti, ormai limitate dalla mediocrità costante.
Vi sareste, si, emozionati.
Io mi sarei emozionato, molto.
Ma poi, sabato scorso, mentre passeggiavo lungo i navigli di Milano, è successo.
Cosa è successo, vi chiederete?
Una donna, di bassa statura, davanti a me, che passeggiava. E nel passeggiare, si trascinava un metro di carta igienica che le sbucava dalle mutande, e sventolava fin lungo i polpacci.
Sono entrato in coma farmacologico a causa delle risate. Lo ammetto, non sono più quello di prima.
Lo temo, non sarò più quello di prima.

[Causa malore, non è stato possibile procurarvi testimonianza fotografica. Comprendetemi.]

category: carta igienica
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05/10/2009
author: ImNOTfamous | 21:16

Il post dei misteri catartici.

1) Perchè se uno di Novara pensa che uno di Taranto ha l' accento da coglione è un razzista di merda, leghista e anche un poco fascista; mentre se uno di Taranto pensa la medesima cosa di uno di Novara, ci apre un gruppo su facebook da più di 200mila iscritti?

2) Perchè se centinaia di abruzzesi muoiono in un terremoto che è anche uno scandalo di collusione mafia-politica in tutti i campi di calcio d' Italia viene rispettato un minuto di silenzio; mentre se decine di siciliani muoiono in un' alluvione che è anche uno scandalo di collusione mafia-politica, il silenzio viene rispettato solo sui campi della Sicilia?

Io, certe cose non le capisco.
Io, vi prometto che dopo questo post non userò mai più la parola "facebook" sul mio blog. E vi autorizzo a fustigarmi nel caso in cui trasgredissi.

P.s. i punti all' ordine del giorno, invero, erano 73.
category: i misteri
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01/10/2009
author: ImNOTfamous | 16:28

Premessa: questo scambio avviene come commento ad una foto nella gallery di una tizia che ho su facebook.
Il teorema che si vuole dimostrare è che io non ho la più pallida idea di chi sia sta tizia, e che ci sarà un buon motivo se io non mi ricordo di lei, nemmeno vagamente.



Eccolo, arriva il marpione. Nella foto, la ragazza ha una faccia oscena. E' bruttina, ma vuole atteggiarsi a gran fica e quindi risulta avere espressioni tipiche dell' oca. Oca grassa peraltro. Comunque, il marpione di turno non può certo mancare.
Buona fortuna per il suo studio? Avrà uno studio da avvocato? da architetto? da fruttivendola? oppure volevi scrivere "studi" e ti è scappata una o di troppo?



Ti imbarazzi? E per cosa? non ti ha scritto che sei una gnocca. ti ha scritto solo "i miei complimenti".
Ah ho capito, tu vuoi essere marpionata, e quindi fingere imbarazzo rientra in quella tattica classica del "faccio la fragile e sensibile", per attirare ancora più complimenti?
Poi ho dato un occhiata al suo profilo, ho letto qualche cosa che ha scritto, e ho capito che da questa ragazza non può nascere nessuna tattica. Semplicemente non sapeva che cosa scrivere.



La teoria sull' imbarazzo è una chicca. Imparassi ad usare le virgole, potresti evitare figure di merda con chi magari sa leggere. Non lei, certo. Perchè quel "tu sei una bella ragazza come tante altre", lo capisci che se vuoi fare il figo lo devi necessariamente staccare in due periodi, con una virgola?
Poi, oh, si vede che hai problemi con l' uso delle "O".



Quella del pc formattato quante volte l avrò sentita? 100? mille volte? ok, sei un cesso, e che c' è di male? Te la perdono solo perchè hai deciso di rincarare la dose, e in un assurdo gesto di sicurezza hai deciso di giocarti la carta della "foto".
Sei curiosa di vedere la mia foto,vero? Dai ammettilo che sei curiosa. Su su, ti incuriosisco, dillo. Hai notato che ho risolto il problema delle O e mi rimane da sistemare solo quello delle D? e le virgole, ovviamente.



Ahahah. Bravo. Due di picche. Grandissimo, ottima figura.
E da chi ti sei fatto dare il due di picche? Da una che scrive "ogni uno".
Spettacolo.
 
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26/09/2009
author: ImNOTfamous | 13:51

Avrei dovuto impegnarmi di più.
Non mi sarei dovuto limitare a scrivere quelle 2 pagine di ricordi, e poi decidere di leggertele in privato dentro ad un letto.
Non mi sarei dovuto accontentare di qualche foglietto di numero dispari trovato qua e là e usato per dare vita ad uno spunto.
Avrei dovuto spremere di più queste dita, questi pensieri, queste storie passate alla velocità della luce.
Io non ti so scrivere di noi, qui, non ti so scrivere di quello che ci accade e di ciò che, di riflesso, avviene dentro di noi.
Scriverlo qui equivale a metterlo in pasto alla banalità.
Non c' è nulla di banale nel teatro che accompagna la mia vita da sette mesi.
Non c' è nulla di banale in quel cono di ossigeno fortissimo, che ci tiene legati quando siamo separati.

Scrivere di te qui equivale a mettere una poesia di Catullo dentro un negozio di scarpe, oppure appendere una foto di Doisneau nel luogo più buio di una stazione ferroviaria di provincia, ma cercare di nasconderle perchè non vuoi che chiunque possa sapere e capire.

Perdonami.
category: noi
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18/09/2009
author: ImNOTfamous | 21:15

Questo post potrebbe intitolarsi “le peggiori città mai viste da imnotfam”, ma dato che sono originale, si intitolerà semplicemente “quarantasette”.

Lo spunto nasce da una conversazione su msn. Dialogo protrattosi per una manciata di minuti, ma non sarei io se non fossi in grado di sviscerare da poche chiacchere un post tanto lungo quanto inutile.

L' argomento era: “se tu fossi me [cioè io fossi lui, l' interlocutore insomma.], dove andresti a vivere tra Lucca, Firenze, Siena?”

La risposta, certo, non frega nessuno, tantomeno il mio interlocutore che aveva solo voglia di sfogarsi un po', non di ricevere uno dei miei tanto temuti monologhi.

Va ora in onda l' elenco delle cinque città più brutte in cui sia mai stato, per poco o tanto tempo, tanto alcune erano talmente brutte che 5 minuti erano già...5 minuti di troppo.

5) ROVIGO.

Rovigo non è brutta, è inutile, il che è lievemente differente.

Non è molto lontana da dove vivo io, ma le assurde strade che dovrei percorrere per andare in quella città, già spiegano il motivo per cui io ci sia stato solo una volta, per di più in un assurdo venerdi sera in cui da fare non c' era nulla.

La cosa particolare di Rovigo è che non è diversa da uno dei tanti medi paesi della bassa padana, tipo quello in cui io vivo, solo che tutto è un po' più grande.

Il classico medio paese della bassa padana è, per chi non fosse solito trascorrerci la propria vita, abbastanza classificabile in:

- piccole case a due piani

- piccole bifamigliari

- piccoli condomini a tre piani.

- piccole strade facilmente percorribili e razionalmente pensate, con piccole buche nel percorso e piccole imperfezioni ai bordi.

Rovigo è semplicemente una città in cui le piccole case a due piani hanno una stanza in più, le piccole bifamigliari non sono altro che piccole trifamigliari, e i piccoli condomini a 3 piani hanno, ovviamente, un piano in più.

Le strade, a Rovigo, sono leggermente più grandi, ma non a due corsie, nono, sempre strade a una corsia ma, nel mezzo, c' è un metro di asfalto in più di una strada normale. Il che non le rende più facilmente percorribili ma solo più pericolose, dato che quel mezzo metro giustifica sorpassi stile “tanto quello dall' altra parte ha lo spazio per scansarsi”.

Non ho in effetti misurato se le piccole buche di Rovigo siano leggermente più grandi delle buche normali.

4) CALAIS.

Calais è certamente la città più brutta in assoluto, solo che un episodio l' ha resa particolarmente simpatica  al sottoscritto.

A Calais è tutto brutto, già il fatto che sia l' estremo sud dell' Eurotunnel [quello è bello] ti fa capire che i progettisti, pur di non lavorare all' aria aperta a Calais, preferirebbero sotterrarsi.

A Calais, peraltro, ho visto anche il più brutto campeggio della mia vita [in genere, i campeggi municipali francesi sono l' eccellenza e non costano praticamente niente]. Sporco, senza una pianta, pieno di cani randagi e a 10 metri dal porto di Calais.

Che se fosse un piccolo porto la cosa passerebbe in secondo piano, ma essendo il porto di Calais il maggior terminale francese sulla Manica beh, si può capire che ogni 2 minuti arrivano in Francia decine di portacontainer che, forse per festeggiare la granduer francese, appena sono in dirittura di costa sottolineano il loro arrivo con terribili strombazzate a 140db.

Ovviamente, a tutte le ore del giorno. E della notte.

L' episodio che mi ha reso Calais quasi simpatica è avvenuta al nostro arrivo.

Entriamo nel campeggio più o meno alle dieci di sera, e io sono a montare, da solo, la tenda in una minuscola piazzola.

Da solo perchè, la mia ragazza di allora, che nei giorni precedenti si era distinta per ottime abilità di montatrice di tende, in quel momento era impegnata, in auto, a rollare una canna. [nevvero, fa figo scrivere che io montavo la tenda mentre lei faceva una canna, in realtà era ammutinata in auto causa litigio pesante; il classico litigio di imnotfam stile “come-da-una-boiata-ti-creo-un-litigio-infinito"] e quindi era intenta a mettere in mostra il suo muso lungo quanto la Somalia.

Ero intento a sitemare i picchetti della tenda quando, verso di me, arriva un gruppo di tre ragazzi, di cui uno era biondo, gli altri ancora più grossi.

L' aria era decisamente minacciosa, le birre che tenevano in mano ancora me le ricordo e le loro maglie, tutte uguali e chiaramente di una qualche cavolo di squadra di qualche sport, mi hanno fatto ricordare solo in quel momento che io stavo indossando la mia magliettina degli ultras del Mantova.

Si avvicinano, io guardo loro, loro guardano me, confabulano qualcosa tra loro in una lingua a me sconosciuta [inglese] e poi, sempre in inglese, il più grosso [grazie] si rivolge a me:

“... mantòva.... italian....serie b...?”

[i puntini di sospensione sono dovuti, appunto, alla mia scarsa dimestichezza con quell' inutile (?) lingua.]

“yes” [...oh cazzo!]

Dopo quell' istante durato un secolo, in cui io ho cominciato a pensare che comunque il sistema sanitario francese è ottimo; che a bordo, con il muso lungo come la Somalia, c' era pur sempre una studentessa di medicina e che li vicino c' era pur sempre l' inghilterra [insomma, la regina avrà pure dei buoni ospedali no?], il tizio più grosso con uno slancio da tasso alcolico alto, si sfila la maglietta e me la porge.

[eh?]

Al che, io mi tolgo la mia maglietta, gli prendo la sua, gli passo la mia.

E mentre intonava cori che, boh, il francese lo so anche meno dell' inglese, mi ha abbracciato come un bambino.

Arrivato a casa, ho scoperto che la maglietta era del “Laval”, squadra della serie B francese.

Come questi tipi potessero conoscere Mantova, non lo so.

Del resto, il nome di quella squadra è stato di buon auspicio, considerando che in uno degli unici due lavaggi sbagliati di mia madre in 58 anni di vita, finì pure la maglietta del Laval, trasformatasi da Arancio-Nera in un dubbio Marrone chiaro-Marrone scuro.

Forza Laval!

3) Torino.

Torino è cosi brutta che sono quasi contento di dirlo. Del resto, se tre quarti delle celebri soap opere spazzatura degli ultimi anni le hanno girate li o nei dintorni, un motivo ci sarà.

Tutte le volte che vado a Torino mi sembra di tornare indietro di 30 anni, tanta è la sensazione di vecchio e noioso che si respira stando in quella città.

Vogliamo parlare dei posti celebri? Piazza San Carlo è anche carina, nulla di che eh, ma è talmente cara che in confronto piazza San Marco a Venezia è un negozio su ebay dove i cinesi ti vendono le scarpe della Nike. La mole antonelliana, per vederla, ci vuole un elicottero, tanto è ammassata in mezzo ad altri palazzi e, 300 giorni all' anno, non ci vedi la cima causa nebbia. Il Po .. il Po... il Po io lo conosco bene, dato che ci abito accanto. “il Po a Torino è ancora pulito.” Stronzate, il Po è pulito solo nei 15 centimetri di percorso partendo da quello sperduto posto sul Monviso dove nasce. A 20 centimetri dalla foce, dove Bossi raccolse l' ampolla di acqua padana tanto per intenderci, il Po è già sporco e puzzolente.

Non che Milano sia più bella, anzi, ma Milano sai che è brutta e non t' aspetti nulla. Torino pensi alla magia, alla prima capitale d' Italia e ti ritrovi una città che aspira con un po' di invidia ad essere Milano. Senza contare che, e qua anche i più incazzati per il mio pensiero saranno calmati, il presidente della seconda squadra di Torino è uno dei più cari amici di Berlusconi.

2) Bergamo bassa.

Bergamo bassa è talmente brutta che non ho nemmeno voglia di spiegarvi il perchè.

1) Oslo.

Oslo al primo posto.

Oddio, sono sincero, tra le cinque città che ho nominato, forse Oslo è la meno brutta.

Ma perchè, quindi, è al primo posto?

Perchè Oslo è un' assurda delusione.

Fare 2000 km per andare ad Oslo, attraversando tutta la lunghezza della Germania, traghettando dalla Danimarca, ha lo stesso senso che avrebbe se un norvegese venisse in Italia solo per andare a Macerata. [oh, che poi, magari Macerata è pure più bella].

Vedi Cophenaghen, vedi Stoccolma, e ti aspetti che Oslo sia altrettanto particolare e interessante, invece  è solo una lingua di asfalto, ogni tanto interrotta da qualche piccolo squarcio di stile norvegese.

[Stile. La Norvegia è come andare in Valle d' Aosta e trovarci il mare. Bellissima, nulla da dire, ma quella è natura, non è stile.]

Al di fuori di quei piccoli squarci, sembra di essere in una qualsiasi città del nord.

La via più importante di Oslo, quella che conduce al palazzo del parlamento, per intenderci, sembra Corso Como. Solo un po' più lungo e senza l' Hollywood alla fine. Il palazzo parlamentare poi, è identico alla sede del comune del mio paese; solo un po' più grande, il che non è proprio un complimento.

L' unica zona che salvo è il porto, che però vero porto non è perchè se ti guardi in giro ti rendi conto che quella è solo una zona commerciale, pieno di uffici, uffici, uffici e ancora uffici.

E 4 barche. Di cui due per i turisti e qualche gommone.

Il suo essere brutta, insomma, deriva più dal fatto che la Norvegia è talmente bella che meriterebbe una capitale più particolare, non solo un razionale incrocio di strade dove il Museo della storia norvegese, è un edificio di 4 piani dove al primo piano si parla di Roma. Al secondo piano di Greci ed Egizi, al terzo di Roma, e al quarto di Roma più qualche accenno agli skraeling [gli eschimesi].

Sputerei in faccia ad uno che mi venisse a raccontare di essere stato una settimana ad Oslo e di non aver visto Bergen. [se andate in Norvegia, dovete assolutamente andare a Bergen, fidatevi].

Oslo è bella solo dall' alto. E al tramonto.

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Per non parlare delle donne.

Pensi ai paesi scandinavi, e ti immagini un ammasso di tope bionde da sbavare tutto il tempo.

A parte che, e qui si parla soggettivamente [mentre tutto il resto del post è chiaramente oggettivo], gioco decisamente in trasferta in un regno di bionde, dato che tra una biondona e una mora bruttina sceglierei comunque la seconda.

Ma le norvegesi sono molto pericolose. Perchè sfido ogni essere maschile dotato di una scarica medio-alta di ormoni [tipo imnotfam], ad andare in Biondolandia e non sentirsi un pedofilo.

Le adolescenti scandinave rasentano la perfezione. Capelli lisci che.... poi corpi magri e snelli da... e infine pelli lisce e perfette su cui....

Secondo me le norvegesi subiscono una mutazione genetica il giorno in cui festeggiano il diciottesimo compleanno.

Quella sera, non so che succeda, sarà la birra, sarà la marjuana, saranno i pensieri  comuni a quelli di qualsiasi altro diciottenne di tutto il mondo [tranne i giapponesi] che ti fanno immaginare il tuo diciottesimo compleanno come una devastazione di alcool e droghe leggere che necessariamente finiranno in un orgia di sesso con le tue compagne di classe. Ecco, forse alle norvegesi fa male questo pensiero, e quella sera, da principesse si trasformano in rospi coi capelli biondi.

I maschi norvegesi invece non seguono questa regola. Tutti biondi, tutti alti, tutti con gli addominali scolpiti, tutti bellissimi. Ma anche loro vivono un personale dramma.

Una sera nella brutta Oslo, si andava per pub a bere birra.

Conosciamo un gruppo di ragazze e ci buttiamo nel più classico dei gemmellaggi Italians-bionde.

Il sottoscritto, nel suo piccolo, si sofferma sopratutto su una di queste bionde, dal nome che non ricordo, dall' età che non ho chiesto [per ovvi motivi, ma comunque è un particolare irrilevante dato che non c ho combinato nulla].

La tal bionda, in un inglese perfetto [sigh.]. tra cose banali [e quelle le ho capite tutte] mi ha spiegato che le norvegesi non amano tanto il tipo biondo, ma piuttosto il maschio esotico, come gli italiani o gli spagnoli. Cioè sei un figo spettacolare, e le tue conterranee non ti cagano perchè preferiscono uno basso, magari con un po' di panzetta, ma di Arezzo. Che culo.

Nemo propheta in patria.

E poi, alla fine, Oslo è la capitale della Norvegia. Ok. La norvegia è in Europa. Ok. Lo sport europeo per eccellenza è il calcio. Ok. Qual' è la squadra di calcio di Oslo?

....Appunto.

 

Dedico questo post alla mia invidia per la capacità di scrivere di Chinaski77.

Anche se in privato è simpatico come una chiazza d' olio in mezzo ad una curva.